Ostriche e risucchi rumorosi ()

21 Febbraio 2018 Nessun commento

Iniziamo da te completamente vestita, con i tuoi jeans strappati ed il maglione oversize, ciò che mi preme è guardare quei tuoi occhi così vivi ed espressivi, ciò che mi rende pago è farti sorridere, a pranzo hai portato due dozzine di ostriche, sai bene quanto mi piacciano, ed anche quanto io sia imbranato nell’aprirle, con la metà ci abbiamo fatto un sughetto per gli spaghetti, le altre le abbiamo annegate nel limone, quanto è buono il sapore del mare in bocca, anche la mousse al cioccolato non era male, non credo sia la maniera giusta per perdere peso e rimettermi un minimo in forma, ricomincerò a mangiare di meno e a camminare da domani, oggi vale la pena condividere con te ascoltando il vento soffiare e la pioggia battere sul tetto..
Ho passato la notte sveglio, ero a lavoro, ogni tanto l’immagine di te che succhiavi via le ostriche dal guscio ricompariva facendomi sorridere in maniera ebete…
Ed il tuo dirmi “Ma la smetti di fare il cretino una buona volta…te ed i tuoi maledetti doppi sensi!!!””
Caffè, ammazzacaffè e ci siamo salutati, alla prossima bella Pesciolina…però non abituarti troppo male…non posso fare” il bravo” in eterno!!

Categorie:Argomenti vari Tag:

“Moby Dick non ti cerca. Sei tu insensato che cerchi lei”

15 Febbraio 2018 Nessun commento

Il labirinto degli specchi deformanti, quando la ragione si addormenta anche i sogni diventano fuori controllo, refusi tartagliosi dispersi nelle nebbie, sapevo che lei per me poteva essere un periglio, ma non immaginavo quanto, è strano come la mia mente “s’intecchi” quando la penso, quanto ancora la terra tremi sotto ai miei piedi, semplicemente al solo guardarla era da applausi, sentirla parlare, od osservarla dividere nel piatto gli scarti che non le piacevano (lo faceva anche nei vassoi) dava estasi, se avessi ancora un’anima, la baratterei volentieri, purtroppo l’ho già venduta milioni di volte, e sarà impossibile farmela rendere indietro, era una sobria voglia di ubriacarmi, e lei ci riusciva anche senza far scorrere gocce di luce nella penombra di mille lune.

Come scriveva Bukowsky “Ti penso ma non ti cerco”, c’è una bella differenza, avrei voglia di un bel massaggio Nuru come solo Silvia sapeva fare, o di giocare con un cheesecake ai frutti di bosco, o delle corde di Saretta, o del nyotaimori con la bimba di Senigaglia (anche se a me il sushi non piace…eravamo passati ad altre pietanze!)…

Categorie:Argomenti vari Tag:

Buio pesto

13 Febbraio 2018 Nessun commento

Si ,No, Vabbè, ecco….
Già io odio alzarmi presto, poi farlo per andare a lavoro…La sveglia inizia ad urlare alle cinque e già mi viene il mal di testa, scendo le scale veloce per accendere la macchina del caffè, i tempi vanno ottimizzati, ho quaranta minuti per lavarmi, vestirmi, far colazione ed andare a lavoro…sbatacchio il ginocchio nella gamba di una sedia, ed è già una fortuna che non finisca sdraiato a pelle di leopardo, il modo perfetto per svegliare tutte le madonne ed i santi del paradiso, apro la porta di casa e vengo investito dall’aria gelida, impreco, la macchina è un cubetto di ghiaccio, e passo a svegliare anche gli ultimi angioletti che a quest’ora ancora dormivano, non essere andato a letto stanotte certo non giova, ma cosa posso farci se il mio bioritmo è simile a quello di un gufo?
Il prossimo che mi dice che bello ammirare lo spettacolo dell’alba…Giuro, lo immergo nella pece bollente, lo depilo con la fiamma ossidrica, ea alla fine lo crocifiggo con una sparachiodi!!

Categorie:Argomenti vari Tag:

Le briciole di Pollicino (Puccettino)

9 Febbraio 2018 Nessun commento

Prepotentemente visionario, sono passato a comprare un po’ di Tuber Magnatum Pico, i prezzi sono alle stelle, ma solo il profumo ne vale la pena, stavolta i tagliolini verranno a modo, l’ultima volta mi avevano regalato un po’ di “scorzolone” , la scelta era stata di condividerlo con un paio di persone, per conservarlo avevo seguito i loro consigli, e metterlo nel riso lo aveva fatto diventare duro come un sasso ed insapore, ce n’è abbastanza anche per una bella tagliata, lo abbinerò ad un vino consigliato da un amica che non ho mai assaggiato, il Teroldego del trentino, speriamo bene, anche perché condividendo la cena con lei…non sa cosa rischia!
“Dannazione ragazzo, non innamorarti di una ragazza solo perché ha un bel culo, o una terza piazzata bene.
Non innamorarti solo perché ha belle forme, quelle con il tempo andranno a farsi fottere. Piuttosto, innamorati del profumo della sua pelle, delle emozioni che ti regala con un sorriso.
Innamorati dei suoi abbracci e delle sue carezze. Innamorati delle sue imperfezioni, rendile uniche ed inimitabili. Cogli la sua vera essenza, ubriacati di lei, non badare alle forme, scava nel suo animo ed arriva al centro del suo cuore.
Innamorati di questo, perché è ciò che troverai sempre.”
Bob Marley
Vediamo se ritroverò le molliche di pane, o dovrò usare di nuovo gli stivali delle sette leghe!!

Categorie:Argomenti vari Tag:

Interno pomeridiano

8 Febbraio 2018 Commenti chiusi

Indolente dopo una notte a lavoro.
Mamma è arrivata alla Maddalena, così si è aggiunta una nuova casa a cui badare, piante di limone da annaffiare, più tardi mi muoverò, per adesso musica, Vasco, un po’ di Pink Floyd, CCCP, strana colonna sonora, ogni tanto penso ad una persona che mi piaceva davvero, la fase di archiviazione è ancora in divenire, ci penso con dispiacere sicuro che il rapporto con lei avrebbe potuto trasformarsi in una di quelle amicizie speciali, mi conosco, sto chiudendo anche quel cassetto, e molto presto di lei non ne resterà che un ricordo sfumato, per adesso ho ancora il sapore della cicuta in bocca, sopravviverò, è sempre andata così, credo che l’unica cosa che davvero mi mancherà sarà andare in giro con lei insieme ai suoi cani, è un’esperienza che mi sarebbe davvero piaciuto provare!
Dovrei mettermi tranquillo a controllare e riorganizzare i conti correnti e analizzare gli investimenti, non ne ho molta voglia, avevo anche preso accordi da un concessionario per farmi fare un paio di preventivi per una macchina nuova, oggi ho deciso di lasciarmi andare all’indolenza, ad una pigra giornata di relax tra gatta, divano chiacchere su “Wappe”, tv, un pomeriggio a coccolare me stesso, bottiglia di rosso di Montalcino aperta, calice da svuotare e riempire, mantengo la mente leggera come una piuma e la lascio trasportare dal vento sfogliando alcuni ricordi a caso cercando ancora una volta un buon motivo per non diventare cattivo.
Mi alzo dal divano ed inciampo nel cartone di pizza da asporto che ormai risale ad ieri sera, urto la bottiglia vuota di birra che lo ha accompagnato e la ascolto tintinnare sul pavimento, rispondo alla telefonata di Massi, usciremo di nuovo a cena, c’è tempo per prepararsi, riordino il divano, cerco di dare una parvenza di ordine e pulizia almeno a salotto e cucina, il casino che ci regna sarebbe difficile da spiegare se qualcuno mi piombasse in casa all’improvviso, è uno dei pregi di vivere da solo il poter galleggiare in mezzo ad un giocoso caos, orgoglioso del mio continuo inciampare nell’ immatura semplicità della mia vita.

Categorie:Argomenti vari Tag:

Rotolo

5 Febbraio 2018 Commenti chiusi

Il fine settimana era partito con la pizzata per il Fantacalcio, è continuato con una cena a base di cinghiale, oggi pranzo di fritto (coniglio, pollo, carciofi, cipolle, patate), se ci aggiungiamo tutto l’ottimo vinello, le grappe, i dolci, riesco a capire come mai il mio fegato protesti, ma ne è valsa davvero la pena, la pizzata è passata veloce tra battute, scherzi e casini vari, mettere a tavola un’orda di trentacinque/cinquantenni in libera uscita da mogli e figli (io unico single), è come cercare di trasportare fiale ni nitroglicerina sulle montagne russe…
La cena di cinghiale con Rosella è stata più tranquilla, rilassata, ci siamo comportati bene facendo lo slalom tra i crostini , le pappardelle, lo spezzatino, il sorbetto al limone, e la torta sette veli che aveva portato lei, se poi si annaffia il tutto con vini decenti, allora il gioco è fatto, è stata una cena di commiato, lei martedì partirà per Berlino, il lavoro la chiama, chissà per quanto non ci rivedremo..
A pranzo volevo marcare visita, poi però se lo avessi fatto avrei dovuto sorbirmi mamma che voleva sapere cosa avessi, sarebbe piombata a casa mia, e addio poi al pomeriggio di camminata e relax sul divano, così ho fatto come un novello Lazzaro, mi sono alzato, ho camminato fino alla doccia, mi sono dato una svegliata, Totò tagliava i carciofi e controllava mia madre friggere, era tutto una risata guardare quei due, Lui servile, mia madre a comandarlo a bacchetta, con molta probabilità in settimana nuova partiranno per la Sardegna, sono proprio la fine del mondo da guardare, unica nota stonata, è l’ormai cronica domanda sul se quest’estate andrò a trovarli alla Maddalena, io che non so nemmeno cosa farò domattina, e che devo ancora decidere a proposito del lavoro….
La passeggiata è stata breve e faticosa, troppa roba da digerire, ansimavo come un opossum in calore, boccheggiavo come una carpa e muovevo i passi come un bradipo, se voglio andare con Massi al “Bolgherium” dovrò darmi una mossa, mancano poco più di due mesi, ed anche per la camminata non competitiva sarà dura, suvvia, una cosa per volta…Prima so che dovrei farne un’altra anche se ormai credo sarebbe tutto inutile, vedremo se il divano porterà consiglio!!

Categorie:Argomenti vari Tag:

In cerca della neve

3 Febbraio 2018 Commenti chiusi

Levataccia mattutina alle nove, avevo voglia di camminare sulla neve, sentirne lo scrocchiare candido sotto ai piedi, parcheggio davanti alla casetta di campagna, scarpe alte da trekking che dovrò ricomprare, queste non hanno più suola e mi incammino ansimante verso Gello, non ricordavo la salita fosse così erta, il bosco si è risvegliato da tempo, incontro la vecchia sorgente che porta l’acqua fino a Davanzello, andrebbe ripulita dalle erbacce e dalle radici delle querce, ci penseremo a primavera.
Dopo la curva dei fossi la neve candida inizia a far capolino ai lati dello sterrato, i rami degli alberi sembrano piangere, continuo a salire poi svolto in mezzo al bosco, avvolto dai rumori attutiti dalla coltre bianca, rumore tra le frasche, un daino fugge impaurito, bello, giovane, scattante, elegante, si volta a guardarmi poi sparisce nel fitto del bosco, annuso e respiro a pieni polmoni (si fa per dire maledette sigarette), inalo gli aromi del bosco, incrocio il vecchio sorbo ormai privo dei frutti, mi ricordo di quando venivo a coglierli con mia nonna e li mettevamo a maturare in mezzo alla paglia, allora ero proprio un ragazzino con gomiti e ginocchia sempre sbucciate per le cadute dalla bici, gambe braccia e polpacci graffiate dai rovi, mai una lacrima, mai un lamento, erano belle le avventure a quei tempi, ci bastavano un elastico ed una forcella di legno per costruire una fionda e sentirci grandi cacciatori…
Mi siedo sul freddo di un sasso appiattito, adesso anche i pochi rumori sono spariti, solo in lontananza sento le auto sfrecciare sul viadotto Marinella, sono le undici, è ora di tornare verso la civiltà, andare a fare la spesa e scorta di vino.
Il supermercato è affollato, cosa mi è venuto in mente di venire a quest’ora? Umanità che si affolla e si accalca tra gli scaffali, nervosa, nemmeno fossimo alla vigilia di una guerra termonucleare, straccio la lista e prendo le cose essenziali :
pane, latte, acqua, carne, per il resto tornerò con calma, non ho voglia di turbare la serenità che mi sono conquistato, lascio agli altri stress e pensieri….
Poco più di un chilometro in macchina e parcheggio davanti al vinaio, mattina fortunata trovare posto davanti al negozio è sempre un terno al lotto, il padrone mi saluta, e al solito mi chiede cosa voglia bere, dopo la colazione thè e cornetto alla crema non credo sia il massimo, ma tanto è inutile rifiutare, insisterebbe, quindi bianco frizzantino, gli ordino le solite quattro bottiglie di Raboso, tre litri di bianco ed inizio a curiosare tra gli scaffali, prelevo una bottiglia di “Guidalberto Tenuta di San Guido 2015”, ed una di Brunello di Montalcino “Pomona” 2011 Tenuta Poggio Salvi, le appoggio sul bancone, stasera cena di cinghiale, il padrone mi guarda, sorride, “anche stasera si festeggia?” Penso tra me che nella vita di debba sempre e comunque festeggiare, sì festeggerò e mi rilasserò con la seconda cena in poco tempo con una vecchia amica, ho bisogno di chiacchere, di disimpegno, porgo la carta di credito afferro le buste e mi dirigo verso casa.

Pomeriggio a marinare il cinghiale, preparare il sugo….E prima di cena, mentre lo spezzatino cuoce, partita di rugby in tv, Francia-Irlanda, affetto e tosto il pane per i crostini ed aspetto che suoni il campanello!!

Categorie:Argomenti vari Tag:

Red fish

2 Febbraio 2018 Commenti chiusi

Ascolto i battiti del mio cuore al buio, sento la mia anima come fosse stata divisa in due dal solco di un aratro, non so cosa mi sia successo, ne perché io mi sia comportato così, non sempre serve cercare o trovare una spiegazione, dopo anni ho riacceso il camino nella casa di campagna, rosso-giallo-arancione, osservo i viluppi delle fiammelle salire verso l’alto come in un gioco di intrecci di dita, sul muro è appesa una collana di peperoncini, l’unica della raccolta estiva, ho messo il nocino fatto a giugno a filtrare, ancora non è maturo, il colore verdastro tendente al marrone dimostra che non ha fatto il suo tempo, il sapore e l’odore sono buoni, le altre cinque bottiglie le lascerò ancora nel sottoscala ad affinare, ci sarà tempo per berlo, tic-tic, le gocce scorrono lente nella carta da filtro.
Esco di casa nell’aria fresca ed umida, apro la scatola del cibo della pastura e ne verso un po’ nella vasca dei pesci rossi, nuotano beati, pacifici a mezz’acqua, sette anni fa ne avevo comprati due, si sono adattati, sono cresciuti, si sono moltiplicati, adesso nuotano in otto (senza contare tutti quelli che ho regalato), guardo le loro pinne colorate come ipnotizzato, il piccolino con la striscia nera sulla schiena sembra guardarmi e salutarmi, sarà vero che hanno la memoria corta?
Mi sento chiamare dalla vicina, il caffè è pronto, oggi lo accetterò, dopo la notte a lavoro ho dormito quattro ore, mi sono svegliato sudato, appiccicaticcio, agitato, confuso, in questo momento c’è una sola cosa che vorrei fare, guardarti negli occhi, parlare con te, arriva mio fratello, sembra che annusi l’odore del caffè a distanza, mi chiede che fine abbia fatto, in questi giorni me lo hanno chiesto in tanti, la risposta è ho lavorato! E’ la cosa più semplice da dire, anche se dove sia finito non lo so nemmeno io, davvero non so cosa mi sia successo…
Ho bisogno di tranquillizzare la mia anima, di congelare tutti i pensieri, poi pensieri per cosa? Risalgo in macchina e torno verso casa, dovrei fermarmi a salutare mia madre, oggi proprio non ne ho voglia, non ho voglia di sentire il solito tagliati la barba…andrò direttamente a casa sperando di trovare parcheggio al volo…Ho voglia di condividere il divano con Mia!

Categorie:Argomenti vari Tag:

Fendimetrazina

31 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Coerente con me stesso fino alla fine, almeno non ho niente da smacchiare, evito di cadere in contraddizioni, di dovermi nascondere dietro scuse o di arrampicarmi su specchi scivolosi, stasera strudel di mele con troppa cannella, mangio in fretta poi caffè e nocino…

“Pensa alle rondini dei granai ed ai falchi notturni che gremiscono i campi, montagna fredda è una stanza senza travi ne pareti, sono aperte le sei porte a dritta ed a manca, atrio il cielo azzurro, vuote e deserte sono le stanze, la parete a levante incontra quella al ponente, al centro proprio niente…”

Han Shan

Rimasugli di yin e yang , tenebra/luce, maschile/femminile, luna/sole, i Ching ed i 64 esagrammi.
Pensieri sull’uso ed abuso di “PlaY”, Dazed and confused, erano i primi anni novanta quando studiare, uscire, divertirsi, non dormire era abitudine, oggi è la regola anche senza chimica.

Categorie:Argomenti vari Tag:

Un paio di giorni fa (3?) ho perso la cognizione del tempo!!

30 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Strane sensazioni percorrono e scuotono il mio quotidiano, un senso di irrequietezza è tornato presente, le ore di sonno sono diminuite, precipitate nella quantità e nella qualità, quando va bene sono da tre a cinque, un’amica mi ha chiesto come mai vagabondo così trasandato, barba lunga incolta con ciuffi di peli ribelli, jeans strappati, vecchi maglioni sformati, i capelli che avrebbero bisogno di un bel taglio…
Sono in fase decisionale, sinceramente non ho tempo ne voglia di curare più di tanto il mio aspetto, a me va benissimo così…Quando non lavoro di notte sono a cena fuori quasi tutte le sere, probabilmente dovrei abbassare i ritmi e moderare un po’ cibarie e beveraggi alcoolici, il fatto è che se sto in casa è perché ho gente a cena, e la gente a cena significa anche l’esponenziale aumento dei beveraggi, un bel piacevole circolo vizioso…
Squilla il cellulare, un numero strano non presente in rubrica con prefisso 041…rispondo scocciato, annoiato dall’ennesima chiamata pubblicitaria, una di quelle a cui di solito rispondo cambiando le erre con le elle “io povelo cinese non capile bene italiano”, o fingendomi il badante o il maggiordomo, stavolta mi spaccio per il segretario del conte, all’improvviso dall’altra parte una risata…Poi “O Giannino, la smetti di fare sempre il cretino? Non mi riconosci?”
La voce femminile si trasforma in immagine…Una faccia imbronciata, un neo dietro un orecchio, tatuaggi, piercing in bei posti nascosti, e chi si aspettava una sua telefonata dopo anni di soli sms evitando accuratamente tutti gli altri mezzi tranne qualche email fugace?
Un profumo di sapone mi riempie il naso, poi sorrido inebetito con in testa il flash della mia mano sotto alla tua gonna mentre ci arrampicavamo su per le scale della cupola del Brunelleschi, quel giorno avevi gambe bellissime e bianchissime, invitanti burrose, tu che ti volti e che per poco non mi pianti cinque dita sul muso per poi scioglierti in un bacio caldo, morbido, salivoso….Riconosco la tua voce, il suo accento, ed ha inizio una conversazione che dura quasi un’ora, come se non fossero passati quasi dieci anni dall’ultima volta che ci siamo visti…Chiacchere leggere, a volte mielose, racconti, esperienze, nuove conoscenze, lavoro, genitori, vacanze, cucina…Tuo figlio, tuo marito, qualcuna delle mie storie sconclusionate, il gioco della tenda trasparente della camera con te indosso solo le mutandine…Oddio che botta, che sorpresa, chi avrebbe pensato di risentirti proprio oggi, anzi chi avrebbe mai pensato di risentirti così all’improvviso…Un lampo di luce in un giorno di nubi che si stavano addensando e che hai fatto sparire…

Categorie:Argomenti vari Tag: