Osservo un mondo che va a rotoli, in tutto il medioriente sparano, in Giappone terremoto e Tsunami, in Italia uccidono le ragazzine o le nipoti o le cugine, un’amica mi ha chiesto “Ma se tu potessi salvare una persona, una sola, chi salveresti?” Io ho immediatamente pensato a te Veneta testona, all’amica non ho risposto, ma io non ho alcun dubbio su chi salverei…
Mi sento strano, ho una vita sociale ricchissima, una vita lavorativa soddisfacente, eppure non riesco a capire cosa mi accada, dentro alla testa ho una persona che parla una lingua strana, un accento musicale, la notte sogno di ricoprirla di baci e lei in quei cammini onirici fa altrettanto, l’ho conosciuta per caso, e per caso l’ho veramente amata oltre ogni mio limita, sparendo quando me lo ha chiesto, solo che lei da dentro di me non sparisce, cosa c’è di più grande nell’amore se non stare lontano da una persona che si ama?
Non mi era mai capitato di sentirmi veramente triste e demotivato a causa di una donna, eppure lei era anche cicciottella, oddio, aveva una carica erotica spaziale, ma al di la di tutto, ciò che sento e provo per lei non ha ne confini ne spiegazioni, era la classica donna con la quale mi sarebbe davvero piaciuto invecchiare, e temo che ciò capiti una sola volta nella vita…
Il sistema Italia se ne va a puttane, non è un eufemismo, purtroppo è così, e mentre spuntano sempre più spesso i manganelli su chi manifesta contro, mi rendo conto che l’unico lavoro sicuro al giorno d’oggi sia quello, d’altra parte come dicevano i vecchi operai…mi versano le marchette per andare in pensione, oggi in Italia le marchette si fanno…I tempi cambiano, una volta c’era chi si sudava una laurea sui banchi per poi arrivare magari a cinquant’anni ad avere una posizione, oggi la posizione ce la si costruisce nei reality, e chi se ne frega se quella predominante e alla moda sia pi-greco mezzi?
Mi appresto ad andare a lavoro…ogni tanto lo faccio anch’io, mi aspetta una notte di amici che mi verranno a trovare anche se è lunedì sera…parto ricolmo del pensiero di te fino a straboccare in dolci parole d’amore guardando allo specchio i miei occhi a forma di cuore…oddio, la rima non era voluta..
Ore sette del mattino, la temperatura è di -5°C , poggio i piedi sul pavimento freddo e cerco di capire dove sono, sulla finestra disegni di cristalli di ghiaccio, apro la doccia e mi immergo sotto il getto bollente, colazione per due, latte e fiocchi d’avena per me, croccantini per il gatto cercando di non confondere le confezioni, infilo velocemente i vestiti e scendo in strada, la macchina è un monolite di ghiaccio, sarà duro convincerla ad aprirsi e a partire, mentre cerco il telecomando osservo le nuvolette del mio fiato che si perdono nel gelo tra mille evoluzioni, è tutto così giocoso, riesco ad aprire la mia macchina-igloo e mi ci fiondo dentro, riscaldamento a palla ed aziono tutto ciò che c’è di elettrico e serve a sbrinare i cristalli, dall’interno il mondo attraverso il parabrezza appare bianco e lattiginoso, tutto sembra muoversi lentamente, ingrano la marcia e mi avvio verso una nuova giornata…
Ok, dopo oltre un anno ho deciso…non chiuderò questo blog, magari sarà vetusto e superato, comunque mi ha fatto compagnia per oltre sette anni e grazie a lui ho conosciuto persone meravigliose…soprattutto donne…mmm forse solo donne…