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Archivio Settembre 2004

Santa inquisizione

17 Settembre 2004 Commenti chiusi

CHE SFIGA DI VITA (cammini fra i sogni)

E come ogni volta, quando la bionda comincia a sfilarsi le calze (rigorosamente nere, autoreggenti), suona la sveglia??Ed io apro gli occhi, incazzato con l?umanità e con la sveglia.
Eppure la mora di ieri sera non era male?..Ma avevo bevuto un po? troppo per fare qualcosa con lei, così, dopo averla accompagnata a casa, dopo averla messa sotto le coperte, dopo averle stampato sulla fronte il bacio della buona notte??.me ne sono semplicemente andato. Le ciabatte! Non ci sono mai le ciabatte! Forse la notte, mentre io sogno improbabili scorribande erotiche in letti popolati da supermaggiorate, loro compiono una bella metamorfosi, e, novelli scarafaggi, vanno a nascondersi sotto il letto.
D?altraparte cosa potrei fare?
Andare a denunciarne la scomparsa ai carabinieri? No?Già mi ci vedo?.
-Segni particolari ?-
-Non so, forse un buco all?altezza dell?alluce, mi fa sempre male, oppure quel loro caratteristico strano profumo?..
Meglio andare a lavarsi la faccia, i piedi sobbalzano sul freddo pavimento, davanti allo specchio la mia faccia assonnata non dice granché. Eppure era bella Marina??Ho passato un sacco di tempo a guardarle le gambe, sempre così belle scoperte.
Le sue minigonne hanno un che di mistico?..Forse ha la bocca troppo carnosa?.Vestirsi è sempre una faticaccia, la camicia infilata nei pantaloni, i calzini dello stesso colore?.Marina l?avevano desiderata tutti, e lei aveva scelto me?Una pizza in un pessimo locale (l?aveva scelto lei) e poi in giro per le strade, per approdare in un bar come tanti, lì, ho pensato alle varie conclusioni possibili, che so, magari una cosa tipo ? casa tua o casa mia ??
Ho guardato le sue gambe sbucare dalla sua mini di pelle nera, ho sorriso ai suoi sorrisi, sono stato gentile e premuroso.
Quando si è messa a piangere e mi ha raccontato tutto, ho dovuto bere parecchio prima di riuscire a recuperare tutte le mie funzioni psichiche.
L?ho consolata, le ho prestato un pacchetto di Tempo, le ho offerto da bere e l?ho riaccompagnata a casa, ho guardato i suoi libri di filosofia mentre lei si spogliava e s?infilava sotto le coperte, le ho dato il bacetto della buona notte e me ne sono andato, tanto domani ce ne sarà sicuramente un?altra, questa si è innamorata troppo alla svelta??..
Aspetto il profumo della prossima??

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Percorso onirico

16 Settembre 2004 Commenti chiusi

DIARIO MINIMO DI PENSIERI

Cap 1 ?risvegli-
Ore 9.15 un mucchietto di coperte si agita nella semipenombra di una stanza satura degli odori dei sogni.
Le lancette dell?orologio sorridono, la suoneria è dolciastra, ed un po? troppo insistente, le sinapsi si ricollegano, il mal di testa si desta all?inizio di una nuova tiepida giornata, sbadigli.
La radio è spenta, ricominciano i dialoghi strascicati del mio io, di nuovo la vita si moltiplica nell?alternarsi dei ritmi, un nuovo sbadiglio, poi come sempre lo stiracchiarsi dei muscoli.
Pensiero: dov?è la mente?
Angelo: Dentro la testa! Indicando la tempia.
Pen.: ????E la vita?
Angelo: Fuori di noi, almeno credo, lo spero.
Pen.: Ho freddo alle ossa, che cosa devo fare stamani?
Gli occhi si perdono intorno, vedo il mio cactus nel vaso di plastica, è l?unica pianta che riesce a sopravvivere a tutto il mio disordine, in fondo basta ricordarsi di annaffiarla una volta ogni tanto, al resto pensa da sola, anche ad appassire??.
Angelo: Poco male, basta andare al supermercato e comprarne una nuova, in fondo la morte è soltanto un?idea che vive dentro ognuno di noi, attende soltanto di germogliare.
Assalto di panico e terrore, l?illusione di eternità crolla di nuovo, quanto è duro vivere, ma basta non pensare alla fine??.
Angelo: Devo fare colazione!
Pen.: A che cosa ti serve?
Angelo: Per sopravvivere! Sospiri di rinnovata rassegnazione, stamattina è proprio difficile parlare con se stessi.
La filosofia è una bella cosa per far dimenticare al corpo la sua fragilità attraverso le finezze del ragionamento, basta sapersi e volersi illudere, e poi c?è la religione a consolarci di tutto, non è forse vero che ci aspetta un?altra vita di là?
Pen: Di là dove? Non ricordo di avere mai sentito parlare di un luogo simile, e poi?..Bhè, dove trovi tutta questa tua sicurezza?
Angelo: C?è scritto su moltissimi libri, che si sbaglino tutti? No, non è proprio possibile, il nostro deve per forza essere un destino diverso!
Lo sguardo vaga dalla finestra, gli alberi sulla collina, l?uva da vendemmiare, quel castello così solido ed armonioso, tutte quelle belle ragazze, no, non è possibile che tutto ciò un giorno possa svanire, non c?è nessuna ragione perché ciò debba accadere.

Una sottile rivoluzione interiore, scarica di adrenalina, sto ancora sognando??.
Angelo: cos?è un sogno?
Pen.: Un appendice della vita, un sussurro di elettricità sfuggita al nostro controllo cosciente!
Angelo: E se fosse la vita niente di più che immaginazione sfuggita al nostro controllo, chi siamo noi per stabilire cosa sia veramente reale e cosa inconsciamente inventato?
Il profumo del caffè giunge dalla cucina, almeno questo spero che sia qualcosa di tangibile, questa putrida mattina è già iniziata abbastanza male, caldo, nero e bollente, è tardi, la prima ora di lezione all?università sarà già finita, cerco la giacca e gli anfibi, Giacomo a quest?ora sarà già preoccupato per il non avermi visto ancora arrivare, o forse no, anche lui sta imparando a conoscermi

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Ciao Miss….

16 Settembre 2004 1 commento


Rossiccia, eburnea, fonte di fantasia e sogni, capricciosa, sfuggente,misteriosa, mare senza sponde: d’approdo impossibile…..

Incrocio di un caso, chat, cam, pelle da accarezzare soltanto a distanza, una voce calda che sa dire un “DAAAAIIII” che carica d’emozioni….

Voglia di appuntamenti clandestini tra calze di seta e biancheria ricercata, regalata da me….

Letto con testata di ferro battuto, legacci spartani, mi devono leggermente martoriare la pelle dei polsi, mi lascio spogliare ed ammirare, lentamente…mentre mani calde e leggere mi esplorano..cerebrale fino ad impazzire….

Seduta, seminuda accanto a me, si lascia ammirare, pezzi di pelle che nascondono i vestiti, verso luoghi inaccessibili, vampate di calore, il suo alito vicino al mio…senza mai riuscire ad arrivare a portata di bacio…tortura, sofferenza….esolosioni di piacere….

continua….

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frittelle di mele

16 Settembre 2004 Commenti chiusi


COME UNA MAREA …

È come una marea, quando lei fissa su me
i suoi occhi neri,
quando sento il suo corpo di creta bianca e mobile
tendersi e palpitare presso il mio,
è come una marea, quando lei è al mio fianco.
Disteso davanti ai mari del Sud ho visto
arrotolarsi le acque ed espandersi
incontenibilmente
fatalmente
nelle mattine e nei tramonti.
Acqua delle risacche sulle vecchie orme,
sulle vecchie tracce, sulle vecchie cose,
acqua delle risacche che dalle stelle
s’apre come una rosa immensa,
acqua che va avanzando sulle spiagge come
una mano ardita sotto una veste,
acqua che s’inoltra in mezzo alle scogliere,
acqua che s’infrange sulle rocce,
e come gli assassini silenziosa,
acqua implacabile come i vendicatori
acqua delle notti sinistre
sotto i moli come una vena spezzata,
o come il cuore del mare
in una irradiazione tremante e mostruosa
È qualcosa che dentro mi trasporta e mi cresce
immensamente vicino, quando lei è al mio fianco,
e come una marea che s’infrange nei suoi occhi
e che bacia la sua bocca, i suoi seni, le mani.
Tenerezza di dolore e dolore d’impossibile,
ala dei terribili
che si muove nella notte della mia carne e della sua
come un’acuminata forza di frecce nel cielo.
Qualcosa d’immensa fuga,
che non se ne va, che graffia dentro,
qualcosa che nelle parole scava pozzi tremendi,
qualcosa che, contro tutto s’infrange, contro tutto,
come i prigionieri contro le celle!
Lei, scolpita nel cuore della notte,
dall’inquietudine dei miei occhi allucinati,
lei, incisa nei legni del bosco
dai coltelli delle mie mani,
lei, il suo piacere unito al mio,
lei, gli occhi suoi neri,
lei, il suo cuore, farfalla insanguinata
che con le due antenne d’istinto m’ ha toccato!
Non sta in questo stretto altopiano della mia vita!
È come un vento scatenato!
Se le mie parole trapassano appena come aghi
dovrebbero straziare come spade o come aratri!
È come una marea che mi trascina e mi piega,
è come una marea, quando lei è al mio fianco!

Pablo Neruda

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