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Archivio Gennaio 2018

Fendimetrazina

31 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Coerente con me stesso fino alla fine, almeno non ho niente da smacchiare, evito di cadere in contraddizioni, di dovermi nascondere dietro scuse o di arrampicarmi su specchi scivolosi, stasera strudel di mele con troppa cannella, mangio in fretta poi caffè e nocino…

“Pensa alle rondini dei granai ed ai falchi notturni che gremiscono i campi, montagna fredda è una stanza senza travi ne pareti, sono aperte le sei porte a dritta ed a manca, atrio il cielo azzurro, vuote e deserte sono le stanze, la parete a levante incontra quella al ponente, al centro proprio niente…”

Han Shan

Rimasugli di yin e yang , tenebra/luce, maschile/femminile, luna/sole, i Ching ed i 64 esagrammi.
Pensieri sull’uso ed abuso di “PlaY”, Dazed and confused, erano i primi anni novanta quando studiare, uscire, divertirsi, non dormire era abitudine, oggi è la regola anche senza chimica.

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Un paio di giorni fa (3?) ho perso la cognizione del tempo!!

30 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Strane sensazioni percorrono e scuotono il mio quotidiano, un senso di irrequietezza è tornato presente, le ore di sonno sono diminuite, precipitate nella quantità e nella qualità, quando va bene sono da tre a cinque, un’amica mi ha chiesto come mai vagabondo così trasandato, barba lunga incolta con ciuffi di peli ribelli, jeans strappati, vecchi maglioni sformati, i capelli che avrebbero bisogno di un bel taglio…
Sono in fase decisionale, sinceramente non ho tempo ne voglia di curare più di tanto il mio aspetto, a me va benissimo così…Quando non lavoro di notte sono a cena fuori quasi tutte le sere, probabilmente dovrei abbassare i ritmi e moderare un po’ cibarie e beveraggi alcoolici, il fatto è che se sto in casa è perché ho gente a cena, e la gente a cena significa anche l’esponenziale aumento dei beveraggi, un bel piacevole circolo vizioso…
Squilla il cellulare, un numero strano non presente in rubrica con prefisso 041…rispondo scocciato, annoiato dall’ennesima chiamata pubblicitaria, una di quelle a cui di solito rispondo cambiando le erre con le elle “io povelo cinese non capile bene italiano”, o fingendomi il badante o il maggiordomo, stavolta mi spaccio per il segretario del conte, all’improvviso dall’altra parte una risata…Poi “O Giannino, la smetti di fare sempre il cretino? Non mi riconosci?”
La voce femminile si trasforma in immagine…Una faccia imbronciata, un neo dietro un orecchio, tatuaggi, piercing in bei posti nascosti, e chi si aspettava una sua telefonata dopo anni di soli sms evitando accuratamente tutti gli altri mezzi tranne qualche email fugace?
Un profumo di sapone mi riempie il naso, poi sorrido inebetito con in testa il flash della mia mano sotto alla tua gonna mentre ci arrampicavamo su per le scale della cupola del Brunelleschi, quel giorno avevi gambe bellissime e bianchissime, invitanti burrose, tu che ti volti e che per poco non mi pianti cinque dita sul muso per poi scioglierti in un bacio caldo, morbido, salivoso….Riconosco la tua voce, il suo accento, ed ha inizio una conversazione che dura quasi un’ora, come se non fossero passati quasi dieci anni dall’ultima volta che ci siamo visti…Chiacchere leggere, a volte mielose, racconti, esperienze, nuove conoscenze, lavoro, genitori, vacanze, cucina…Tuo figlio, tuo marito, qualcuna delle mie storie sconclusionate, il gioco della tenda trasparente della camera con te indosso solo le mutandine…Oddio che botta, che sorpresa, chi avrebbe pensato di risentirti proprio oggi, anzi chi avrebbe mai pensato di risentirti così all’improvviso…Un lampo di luce in un giorno di nubi che si stavano addensando e che hai fatto sparire…

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Grimorio

26 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Ludico esistenziale, metafisico appannato, rigenera, moltiplica, emozione artificiale!!
Ore 4.30, ruzzolo da letto, Morfeo anche per stanotte ha cambiato indirizzo, nemmeno i siti di finanza sono riusciti a farmi prendere sonno, Mia russa beata come sempre mimetizzata sul nuovo piumone bianco, quando ho messo i piedi fuori dal letto non si è mossa di un millimetro, ha socchiuso un occhio per chiedere dove andassi e si è rimessa a russare, capire come un essere così piccolo riesca a fare tanto rumore resterà sempre un mistero, tanto vale aspettare che fuori schiarisca ed andare a fare una passeggiata al fresco dell’aria invernale…
Sul cellulare messaggi notturni di chi sa che spesso sono insonne, non ho voglia leggerli adesso, allontano il cellulare con il vetro incrinato, regalo di una caduta dal tavolo provocata da Mia mentre era in carica (il cellulare non Mia), devo comprare un bollitore come si deve, quello che fischiava quando l’acqua bolliva si è rotto a settembre, e devo anche ricomprare il thè, maledette liste della spesa che dimentico sempre a casa, la Conad prima delle otto non apre, almeno credo!
La verità è che non mi va così male, ho una tana accogliente, una madre comprensiva, un fratello che conoscendomi si preoccupa per me, una gatta stupenda, la possibilità di fare sempre ciò che voglio nei limiti della decenza, i vicini della casetta di campagna che se manco per qualche giorno mi cercano, fumo troppo, quando scrivo diventa fisiologico, trovo i posacenere pieni ed i pacchetti vuoti senza nemmeno accorgermene, lo stesso vale anche per la grappa o la birra, nessuna donna che mi sgridi se lascio le mie cose in mezzo o me ne giro in mutande per casa, fino a fine anno c’era Simona, ma lei ha sempre contato poco, nessuno che mi controlli gli orari o che mi assilli se mi sveglio o rientro ad ore assurde, cucino quando e cosa mi pare e ciò che mi piace, e se la voglia viene a mancare ordino la pizza o vado a cena fuori, questo è l’ordine del mio caos, e se devo essere onesto mi piace troppo…

Guccini “Vedi cara”…..

Carta assorbente, ho fatto un disastro con la tazza del thè, cestino stracolmo, cos’è la libertà, non certo un manuale comportamentale, è la fantasia della mente, il non arrendersi mai, è una passeggiata sul sentiero delle orchidee che da anni non ripercorro, è l’archiviare ciò che non mi piace lasciandolo alle spalle, è una lucertola indolente che prende il sole, è salire in macchina senza una destinazione e ritrovarsi in posti fantastici che poi dimenticherò, è il silenzio delle città addormentate, sono le ombre tetragone dei lampioni, è il susseguirsi dei passi, è la pazzia dei pensieri e delle azioni, è l’affogare l’anima senza mai farla riemergere a prendere fiato!

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Tra ninneri e nanneri

25 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Stavo sognando draghi che mi rincorrevano, ed il cellulare ha iniziato a squillare, per una volta che alle nove del mattino dormivo beato…
Luigi e Sofia gridano come Apache giocando in cortile, dovrebbero essere a scuola, e come finisce il film? Non lo so, mi hanno svegliato, l’acqua scorre nella doccia, preparo la colazione per due, ancora la Moka che borbotta, il thè verde in infusione, il latte a scaldare, il succo d’arancia, metto i cornetti al cioccolato nel microonde, sono mesi che la tavola a colazione non è apparecchiata per due, infilo le ciabatte al contrario come se avessi piedi dislessici, Mia scende le scale dandomi il buongiorno, l’amica appena docciata le arriva a rimorchio, hanno già fatto amicizia, credo che Mia sia la gatta più zoccola e ruffiana del mondo…femmina fino in fondo!!
Rosella borbotta “Ma quanto abbiamo bebuto?”
Conto le bottiglie, cinque da ¾ vuote, la sesta è sopravvissuta, dovrò passare da Fabio a farne scorta, l’amica mangia veloce, tornare a Firenze a quest’ora con tutti i lavori per la tranvia non le sarà facile, ed io da quanto tempo non vado più in macchina fino a Firenze?
Accompagno l’amica nel parcheggio squassato dalle buche, un sacco della nettezza in ciascuna mano, le chiavi di casa in bocca, Simonetta sta tornando a casa con il labrador, come al solito inizia ad annusarmi tra le gambe…basta che non morda…Non ho biscotti da dargli…mi guarda deluso….
Rincaso, sistemo i boxer puliti, la maglietta ed i calzini sul termosifone, dopo la doccia è sempre piacevole indossare indumenti caldi, faccio scorrere l’acqua sulla schiena, mi insapono ed osservo il gorgo dell’acqua scorrere nello scarico, tutti i pensieri sono volati via, mi sento rinato, mi guardo allo specchio, la barba andrebbe risistemata, adesso non mi va, probabilmente la prossima volta probabilmente la taglierò tutta e mi raderò come a voltare pagina, faccio la lista della spesa anche se so che come al solito la dimenticherò a casa, scendo in cucina, lavo tazze piattini bicchieri e cucchiaini rendendo una parvenza di ordine alla cucina, dopo penserò alla camera ed al divano, per adesso mi siedo e faccio ticchettare la tastiera continuando a mettere in fila lettere che diventano parole, frasi, periodi, discorsi sconclusionati, la tipa dei cani ha fatto un bel lavoro, anni ed anni senza scrivere ed oggi Fanny la fenice è risorta dalle ceneri con tutto il suo ribollire di pensieri che a fatica riesco mettere in ordine, dovrei ringraziarla, magari con una bottiglia di prosecco, ci penserò, per adesso metto un punto e continuo a guardare avanti tornando alla realtà, nel pomeriggio riunione annuale per la sicurezza, mi tocca anche il dovere…certe volte!!

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Cenare con i ricordi (in bella compagnia)

25 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Musica dei Sex Pistols ed un boccale di birra gelata, stasera cucino in compagnia, salgo in camera per cambiare vestiti e mettermi comodo, quando torno in cucina Mia russa su una sedia, l’amica è già alla ricerca di piatti, stoviglie, padelle e tegami, pulisce i porri, sfiletta il baccalà, o non dovevamo cucinare insieme?
Beve dal mio bicchiere e le restano i baffi di schiuma bianca della birra, dai aprine un’altra, finirà che saremo brilli già prima di cena, mi concede di tagliare i datterini e snocciolare le olive per gli spaghetti con la colatura di alici, l’olio bolle infariniamo il baccalà rigorosamente con le mani, e ci lasciamo reciprocamente ditate polverose sulle guance e sulla punta del naso, giochiamo come abbiamo sempre fatto, senza mai approfondire oltre, come due cuccioli che scoprono il mondo, lei ha unghie lunghissime laccate di rosso vermiglio, chissà che sensazione darebbero piantate sulla schiena durante un reciproco orgasmo, alleggerisco la musica, da Syd Vicious a Syd Barrett, i primi psichedelici Pink Floyd di See Emily Play, Interstellar overdrive , note di epoche andate in cui nemmeno io ero nato, Atom heart mother dura oltre venti minuti, ma siamo già più avanti con gli anni anche se di poco, apparecchiamo la tavola, lei mi prende in giro per la tovaglia con i cuoricini e le bambine con il cappello che decisamente non si abbina alla mia scorza da orso bruno, le faccio scegliere il vino mettendole il veto su due bottiglie, lei mi chiede il perché, non ho voglia di darle spiegazioni, ma quelle due bottiglie le ho comprate non molto tempo fa per una persona che con molta probabilità non varcherà più la porta di casa mia, scherzosamente mette il broncio in modo buffo, va verso il computer e sbircia tra le liste di musica che ascolto facendo partire Cyrano di Guccini, ascoltata per caso stamattina al ritorno da lavoro (forse non troppo per caso), alza gli occhi al cielo e mi chiede di chi mi sia innamorato stavolta….Lei ha sempre saputo leggere nei miei stati d’animo, in fondo non le resta difficile capire, lei ha vissuto da amica quasi tutte le fasi della mia vita, conosce molti dei miei scheletri…
L’odore dolciastro dei porri, alziamo il quarto boccale di birra, Innamorato no, avendole messo il veto su due delle tante bottiglie di vino lei ha deciso di continuare con la birra, il telefono continua ad emettere il “din din din!” dei messaggi in arrivo, oggi è il compleanno del dottore, e sui due gruppi della nota APP. di messaggistica da ieri sera a mezzanotte è un fioccare di Auguri e di prese per il culo…a seconda del gruppo da cui arrivano…
Ride e mi chiede di nuovo di chi mi sia innamorato stavolta…
Ripeto innamorato no!
Ormai so che se non le racconterò tutto non cambierà argomento finchè non saprà cosa accade nella mia vita…
Riripeto…Innamorato no! Ho solo incontrato una persona che mi ha affascinato da subito, una di quelle che ti sembra di conoscere da sempre, dolce, delicata, una persona che immediatamente ho sentito come una calamita (o una calamità…), una di quelle che se incroci per strada non pensi nemmeno possa attrarti ed incuriosirti così, una che non inviteresti nemmeno per un caffè…Sorride di nuovo ed alza gli occhi al cielo…la guardo e le dico che può stare tranquilla…Che sto già archiviando facendomi scivolare via le sensazioni, non ho voglia di complicarmi la vita, che le persone vanno lasciate volare via libere, Mia si sveglia e si stira come una principessa infastidita, miagola, passa dalla ciotola dei crocchi e si rifugia nella cuccia…
Rosella mi guarda, hai anche riaperto il blog e ricominciato a scrivere, tu che odi facebook hai iniziato ad essere di nuovo social (ecco rivelato parte dell’arcano delle tante visite al blog, anche lei ci ha sempre zampettato sopra), ma le visite sono davvero troppe….
“Gianni, ci conosciamo da tempo immemorabile…Tu quando archivi finisce sempre che fai male a qualcuno che non c’entra per niente, ricordati sempre della “C.” e del mare di lacrime e sangue che hai lasciato dietro di te anche senza volerlo, se vuoi ti faccio l’elenco di tutto ciò che hai combinato a certe persone che si sono trovate sulla tua strada al momento sbagliato…E non voglio nemmeno venirti a ripescare in Piazza Ognissanti a Firenze…Patti chiari!!”
Passiamo al dolce e alla grappa? Dai, stai tranquilla, quelle fasi della mia vita sono passate, diamine, e per Piazza Ognissanti ormai ho superato l’età…ed è una di quelle cose di cui non vado fiero, io che non scappo mai.. e che sappiamo solo io e te….!!!
No, non c’è da preoccuparsi, oggi ho la mia vita, la mia tana, la mia serena tranquillità, sinceramente niente e nessuno può più scalfire i miei equilibri, poi non è stato ne un amore ne una infatuazione (forse sì) , è stata solo curiosità, una di quelle persone che avrei voluto come amica, sono state solo alcune notti di chiacchere, notti in cui mi sono reso fragile, è stato un momento che ormai è evaporato via, ed anche la curiosità di conoscere quella persona è sparita, adesso io cerco solo chi mi cerca…E voglio conoscere e condividere soltanto con chi ha la voglia e la curiosità di farlo!!
Continuiamo a bere, rendiamo l’atmosfera più leggera, i piatti accumulati nell’acquaio, iniziamo a riordinare fingendo di litigare…io faccio i piatti, lei asciuga e rassetta, io grappa, lei ha prosciugato la bottiglia del Calvados, ce ne erano rimasti due bicchieri, mi ero ripromesso di lasciarli per una persona per la prossima cena, ma non è colpa mia se nemmeno lei è tornata qui, in fondo ho salvato le bottiglie di vino, non posso dire altri no, Rosella, se la prenderebbe a male….
Le cerco lo spazzolino da denti (in casa ce ne è sempre uno nuovo per gli/le ospiti), asciugamani puliti, stanotte dividerà il letto con Mia, io mi rifugerò sul divano, siamo troppo brilli per farla guidare fino a casa ed anche per dormire insieme, russerei troppo!!

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Metamorfosi di metafore

23 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Il profeta guardava nella sfera di cristallo, il cigno nero nuotava indisturbato, gli alberi caduti per il vento annegavano i rami imputriditi nello stagno dove la luce delle stelle perdeva il suo fioco splendore, il fumo saliva nero dal camino della capanna ormai in lontananza. La scimmia era tornata a sedersi sulla spalla dell’uomo ormai compagna di viaggio di tanti anni e di mille battaglie, l’uomo camminava come sempre pensando al passato, senza mai però voltarsi a guardarlo, calpestava le foglie ingiallite che facevano da tappeto scricchiolando sotto ai piedi testimoni di un autunno che aveva lasciato di nuovo spazio all’inverno, un passo dopo l’altro il tepore del focolare della capanna si allontanava di nuovo…La ricerca di nuove avventure e di nuove persone da conoscere era ricominciato, come sempre la decisione di tagliare la corda aveva preso il sopravvento, nel cielo le nubi si rincorrevano spinte da un gelido vento nascondendo la luna, il pallido sole cercava di vincere l’eterna battaglia con le tenebre facendo capolino in un orizzonte fatto di lame rosso sangue, il magico confine tra buio e luce che segnava la decisione ormai era rotto, il sigillo di nuovo spezzato, il vagare vagabondo aveva di nuovo preso il sopravvento, non c’era un perché, non c’era tempo di fermarsi a cercarne uno, non aveva senso, la vita era semplicemente così, come doveva essere…come un fiasco di vino da sorseggiare o tracannare a seconda dei momenti, una volta finito non aveva mai senso cercare di riempirlo di nuovo, lo scopo era come sempre quello di arrivare alla prossima osteria per assaggiare una nuova vendemmia, un vero peccato perché quell’annata sembrava davvero di quella qualità che aveva sempre cercato!!

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Sobria realtà

22 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Ginnastica facciale, stirare i muscoli in un sorriso aiuta a far sparire le rughe, ridere tonifica tutto il corpo ed allieta la compagnia, aggiungiamoci una bottiglia di sanguigno chianti, facciamo tintinnare il cristallo dei calici, guardiamoci negli occhi osservando le iridi, senza paure, senza timori, senza falsità, denudiamo le anime rendendoci fragili, respiriamo a pieni polmoni, lasciamo liberi i pensieri rompiamo le dighe facendo traboccare le parole, novelli Icaro spicchiamo il volo senza il timore di potersi bruciare le ali… Il mio gioco preferito da bambino era “Acchiappino”, “Nascondino” non faceva per me, e non sarà mai uno dei miei passatempi!!!
Non c’è più dolore, ormai sono guarito!
Conoscere per caso una tipa e venirne coinvolto mentalmente seppur per un breve periodo ha ripulito la mia anima di pece nera, un bel fiore che non coglierò mai, è bastato poco, ma ci voleva la persona giusta, quella che seppur non la sfiori ti fa sentire vivo, ricco, una di quelle persone che all’improvviso durante il giorno ti penetra nella testa senza alcun motivo plausibile e ti distoglie da ogni altro pensiero, ti fa sorridere facendoti sentire leggero, confondendo la forza di gravità, questi tre mesi sono volati via veloci, ho aperto tutti i cassetti della mia mente ed ho gettato via tanti di quegli scheletri polverosi, una catarsi magica, come lei sia riuscita a toccare certe corde ed a far ripartire certi ingranaggi è un vero mistero, non sono nemmeno mai riuscito a conoscerla bene, ne a passare un solo minuto da solo con lei, i misteri della biologia e della psicologia, una ventata di aria fresca che arriva all’improvviso in una giornata di torrida afa, un’oasi insperata in mezzo al deserto, una spettacolare Fata Morgana, lei è riuscita dove Silvia, Consuelo, Giusy, Simona, Elena, Angela, e tutti gli altri incroci pericolosi che ho attraversato senza mai dare la precedenza a nessuno non erano riusciti…certe persone sono veramente magiche!!!

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Sulla strada del ritorno

19 Gennaio 2018 Commenti chiusi

“Le donne di Modena accettano un invito…e non è il caso…di essere il marito!!”
Quanto è dura riorganizzare una vita sconclusionata ascoltando una canzone di Baccini, e davanti ad una cioccolata calda sentirsi dire che sono peggio del bagnino della canzone…Palaghiaccio…Simona ha occhi bellissimi e quel suo nasino storto così dolce di cui non mi sono mai innamorato, no, non sono bastardo dentro, lei è una donna ricca di valori, di pensieri, culturalmente vicina a me anche se non al mio zingaro modo di vivere, iniziata per caso anni fa e continuata in incontri di letto tra parole dolci e tanta fisicità…
Mi sento scarico stasera, semi-assopito sul divano con la gatta che mi guarda, poche ore di sonno, stasera probabilmente crollerò, la pioggia fine sulla strada del ritorno senza pensare al modo di guidare, un cd che girava e girava nello stereo con le note adrenalitico-assassine dei Motorhead, slalom tra i camion ripensando ad un’offerta di lavoro, respirare come se non ci fosse un domani, vedere gli svincoli autostradali passare veloci tra scrosci di temporale e vento, telefonare e ricevere telefonate, uscire di nuovo per fare la spesa, rientrare e sentirmi svuotato dalle energie, dormire così poco inizia a farsi sentire….

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Sognatori

16 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Salgo sul carro trainato dai cavalli neri e mi lancio in un’ultima caccia al tesoro.
In questo periodo una persona che conosco poco (diciamo per niente?) ha preso ad intasare tutti i miei percorsi onirici, qualche volta in maniera innocente, altre (più spesso) in modo provocante creandomi risvegli piacevolmente turbati…Raramente sogno, e quasi mai ricordo i miei cammini REM, ma lei seppur così diafana appare così reale, concreta, mi desto con un dolce sapore in bocca e la sua presenza perdura accompagnandomi per il resto della giornata come una colonna sonora fatta di melodie piacevoli….Strana sensazione a cui e per cui non voglio trovare né cercare alcuna spiegazione!! Non avrebbe senso cercare di farlo!!
L’isola che non c’è, capitano Achab in Moby Dick…. Lilli ed il Vagabondo….”wondering and Dreaming the words have different meanings”….

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A chi può interessare un titolo?

15 Gennaio 2018 Commenti chiusi

Stiracchio le mie membra rattrappite, cinque ore di sonno in questo periodo sono un lusso. Le coperte si muovono come se sotto ci fosse un insetto a pancia all’aria, ho un peso sullo stomaco, è un lattiginoso batuffolo di pelo dagli occhi celesti, anche il batuffolo si stiracchia, fa la gobba ed inizia ad impastare sulla mia pancia, mi guarda e mi fa il solletico sul naso con i suoi baffi, miagola e reclama attenzioni, l’acqua fredda scorre dal rubinetto alla mia faccia, un po’ di sapone negli occhi che bruciano, il rumore della cascata blu dello sciacquone, da dietro una trave fa capolino il geco incosciente che ha deciso di svernare al caldo del sottotetto, non ha contezza della strage di suoi consimili attuata in estate dal batuffolo lattiginoso che adesso si struscia ai miei polpacci, annusa un calzino scompagnato reduce dalla battaglia notturna con la doccia.
Dal piano di sotto arriva il borbottio della moka, sono tornato agli antichi retaggi anche perché ho dimenticato di comprare le capsule per la macchina dell’espresso, spalmo burro e marmellata mandorle e fichi sul dorso delle fette biscottate (erano anni che non ne mangiavo), controllo il cellulare, due chiamate di nessuna importanza, il messaggio della buonanotte da una persona lontana, scrivo alla mamma che mi sono svegliato, prima che tornando dalla palestra mi piombi in casa per controllare che sia vivo…Dal cortile le voci chiassose dei bimbi cinesi che si incamminano a scuola, Sofia e Luigi sono di un buffo surreale, la bimba stamattina ha due codini ai lati del capo, Luigi sorride con i suoi occhietti furbi che sembrano litigare con le sue orecchie a sventola, gli saluto dalla finestra ed incastro tazza, piatto e cucchiaino tra i piatti di due giorni che giacciono nell’acquaio, nel pomeriggio rimetterò in ordine casa e pensieri, mi sono macchiato di dolce marmellata la maglietta, avrei voglia di rubare un bacio, ma rubarlo a chi?
Mi sdraio sul divano, inforco gli occhiali ed inizio questa giornata immergendomi in un libro, la spesa e le altre commissioni possono aspettare, mi beo nel silenzio di casa, ascolto le tortore tubare sul tetto cosa pretendere di più dalla mia vita così caoticamente disorganizzata?

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