Archivio

Archivio 3 Febbraio 2018

In cerca della neve

3 Febbraio 2018 Commenti chiusi

Levataccia mattutina alle nove, avevo voglia di camminare sulla neve, sentirne lo scrocchiare candido sotto ai piedi, parcheggio davanti alla casetta di campagna, scarpe alte da trekking che dovrò ricomprare, queste non hanno più suola e mi incammino ansimante verso Gello, non ricordavo la salita fosse così erta, il bosco si è risvegliato da tempo, incontro la vecchia sorgente che porta l’acqua fino a Davanzello, andrebbe ripulita dalle erbacce e dalle radici delle querce, ci penseremo a primavera.
Dopo la curva dei fossi la neve candida inizia a far capolino ai lati dello sterrato, i rami degli alberi sembrano piangere, continuo a salire poi svolto in mezzo al bosco, avvolto dai rumori attutiti dalla coltre bianca, rumore tra le frasche, un daino fugge impaurito, bello, giovane, scattante, elegante, si volta a guardarmi poi sparisce nel fitto del bosco, annuso e respiro a pieni polmoni (si fa per dire maledette sigarette), inalo gli aromi del bosco, incrocio il vecchio sorbo ormai privo dei frutti, mi ricordo di quando venivo a coglierli con mia nonna e li mettevamo a maturare in mezzo alla paglia, allora ero proprio un ragazzino con gomiti e ginocchia sempre sbucciate per le cadute dalla bici, gambe braccia e polpacci graffiate dai rovi, mai una lacrima, mai un lamento, erano belle le avventure a quei tempi, ci bastavano un elastico ed una forcella di legno per costruire una fionda e sentirci grandi cacciatori…
Mi siedo sul freddo di un sasso appiattito, adesso anche i pochi rumori sono spariti, solo in lontananza sento le auto sfrecciare sul viadotto Marinella, sono le undici, è ora di tornare verso la civiltà, andare a fare la spesa e scorta di vino.
Il supermercato è affollato, cosa mi è venuto in mente di venire a quest’ora? Umanità che si affolla e si accalca tra gli scaffali, nervosa, nemmeno fossimo alla vigilia di una guerra termonucleare, straccio la lista e prendo le cose essenziali :
pane, latte, acqua, carne, per il resto tornerò con calma, non ho voglia di turbare la serenità che mi sono conquistato, lascio agli altri stress e pensieri….
Poco più di un chilometro in macchina e parcheggio davanti al vinaio, mattina fortunata trovare posto davanti al negozio è sempre un terno al lotto, il padrone mi saluta, e al solito mi chiede cosa voglia bere, dopo la colazione thè e cornetto alla crema non credo sia il massimo, ma tanto è inutile rifiutare, insisterebbe, quindi bianco frizzantino, gli ordino le solite quattro bottiglie di Raboso, tre litri di bianco ed inizio a curiosare tra gli scaffali, prelevo una bottiglia di “Guidalberto Tenuta di San Guido 2015”, ed una di Brunello di Montalcino “Pomona” 2011 Tenuta Poggio Salvi, le appoggio sul bancone, stasera cena di cinghiale, il padrone mi guarda, sorride, “anche stasera si festeggia?” Penso tra me che nella vita di debba sempre e comunque festeggiare, sì festeggerò e mi rilasserò con la seconda cena in poco tempo con una vecchia amica, ho bisogno di chiacchere, di disimpegno, porgo la carta di credito afferro le buste e mi dirigo verso casa.

Pomeriggio a marinare il cinghiale, preparare il sugo….E prima di cena, mentre lo spezzatino cuoce, partita di rugby in tv, Francia-Irlanda, affetto e tosto il pane per i crostini ed aspetto che suoni il campanello!!

Categorie:Argomenti vari Tag: